
Feel Como, questione di feel-ing
È passata più di qualche settimana da quando sono passato da Como: una volta frequente meta delle mie peregrinazioni, oggi piuttosto fuori rotta. Certo, Bellagio è poco distante: ma quasi irreggiungibile per le avversità stradali ed orografiche.
Città che sorprende, in una mezza sera infrasettimanale, per vitalità del centro. Probabilmente chi la conosce meglio dirà "di alcune zone del centro", ricche di occasioni di incontro, sosta e libagioni varie: più defilate le stradette, che non pullulano di genti. In una di queste stradette Feel apre la sua soberrima posta d'ingresso, a far luce su altrettanto misurate sale non prive di una ritirata eleganza e la giusta dose di comfort.
Federico Beretta impagina una cucina dai tratti vivaci e spiccatamente creativi, che ugualmente tiene in conto la piacevolezza, accostando momenti inconsueti a sapori meno contundenti, anzi plausibili e fors'anche "graziosi". Non ostante una peraltro commendevole ricerca della piacevolezza, non la puoi definire "allineata", con i bei momenti in cui l'imprevedibilità fa capolino in tavola al costo di qualche increspatura, che non esito a definire salvifica.
Bella riuscita anche nei lievitati.
Una cucina che fa parlare, attorno alle sfumature: meglio i seducenti bottoni con i funghi o i muscolari gnocchi di castagna? Il territorio sfiorato, e senza eccessi retorici, anche in cantina, dove fanno capolino etichette tutt'altro che banali.
