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Cappero alle Mura: storia, Puglia, Emilia

Francesco Pedone è un giovane cuoco di vecchia data: non ostante abbia poco più di quarant'anni è da più di trenta che suda e armeggia in cucina. Ha teletrasportato le urgenze espressive della sua Puglia in uno dei luoghi più belli di uno dei borghi più belli della collina modenese, la magica Castelvetro.

La sua avventura culinaria ha tutti i crismi della vera epopea familiare: non solo un impegno immanente, ma anche la vera e propria personificazione di un modo di essere. Il Cappero alle Mura ne è la manifestazione. Qui si produce tutto: dai taralli alla pasta, dal pane alla pasticceria.

Parla della sua vicenda con viva emozione, come non siamo più abituati a vedere in questa folla di showman che si laureano prima all'Actor's Studio che all'Alberghiero, e ti trascina nel suo mondo di partecipazione quasi fisica ai piatti. Che sono quasi una inevitabile conseguenza del suo modo di stare nel mondo. Sapori decisi, penetranti, ma anche sfumature e pennellate inattese.

Una presenza che tiene comunque in gran conto l'Emilia che lo ospita: i vini di Cantina della Volta affiancano e sostengono i piatti dello chef con orgoglio umanista, ma con il necessario rispetto. Una serata di fine estate in cui la piacevolezza delle mura della città ristora della calura, della tensione e dell'inevitabile peso di questo bislacco venti-venti