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Nabucco, fermo ma non immobile

Dire Nabucco a Parma è già raccontare una storia. Saggio fu colui che volle affidare questo nome ad un rosso tranquillo in terra d'Emilia. Un assemblaggio di uve Barbera e Merlot che da più di vent'anni fa bella mostra di sè nel catalogo di Monte delle Vigne, luogo di bellezza travolgente sulle colline della Val di Taro.

Attorno all'evocazione di questi oltre vent'anni al gran completo gli animatori dell'azienda, dal presidente Paolo Pizzarotti ai suoi più stretti collaboratori per parlare di un nuovo corso proprio del Nabucco che ha progressivamente lasciato la fratellanza con il Merlot affidando le sue fortune con decisione alla Barbera. Cosa ne sarà di questa "sterzata" ce lo dirà la storia: per ora ne possiamo solo intuire le potenzialità assaggiando l'annata 2018 in cui il Merlot è stato confinato ad un saldo del 10%, meno di un terzo di quanto d'abitudine.

Le annate messe a confronto: 2000, 2005, 2007, 2011, 2015 e appunto 2018. Spiccate le differenze tra questi vini capaci di raccontare in modo preciso sia gli andamenti climatici che le scelte stilistiche, ma al di sopra di tutto resta la sorpresa di una straordinaria vitalità: assenti anche nei millesimi antichi i descrittori di vetustà, mentre colpisce la finezza austera e quasi ritrosa, a partire dalle annate più "adulte".

Le ultime due annate invece già all'occhio mostrano una tendenza molto moderna, anzi contemporanea: meno stoffa e più tessuto, agilità ed un senso generale di accoglienza alla beva che si esalta all'assaggio e conferisce al bicchiere una giovialità che fa rima con la Barbera.

Bella questa azione di capitalizzazione dei valori descrittivi della Barbera, che i meno giovani ricorderanno come sinonimo di vinaccio nelle avventure di Superciuk nel famosissimo fumetto Alan Ford: elegante, fremente di freschezza, godibile.

Commendevole la progressiva conversione al biologico: dal 2021 l'intera produzione sarà certificata.

[nelle foto anche i piatti di Pierantonio Rocchetti, LoRo ristorante, Trescore Balneario BG]