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Carbonara di Speck

Venne il giorno di conoscere Marco Pirotta. Dovevo fare un cotechino, chiesi ad amici cuochi - Fulvia Legnazzi, Marcello Trentini - come fare. MI dissero così e così, ma senti anche il sotutto della CBT Marco Pirotta. Scrissi, rispose, ci parlammo, e tempo dopo ci vedemmo in your face ad una delle sue Masterclass per fare delle foto. Due o tremila anni dopo mi scrisse che doveva fare un libro e se mi interessava l'impegno, senza esitare dissi sì: egoisticamente, un lavoro bello e interessante, e imparare un sacco. Una parte di utilitarismo, una di curiosità e sette di incoscienza. Ora il libro - CBT2.0 - è realtà: ho perso dieci anni di vita ma ne sono - ne siamo - soddisfatti.

Bene: durante le giornate innumeri di fotoclic toccava anche assaggiare robe, tipo la salsa alla carbonara CBT del M.o Pirotta. La ricetta sta sul libro: io ne ebbi contezza a misura di un sacchettino di detta salsa, tosto congelato. L'ho tirato fuori dall'ibernazione per questa carbonara di speck fatta per dispetto ai corifei dell'Unica e Vera, e il risultato è proprio gustoso.

Il procedimento è il solito della carbonara-col-guanciale, ma in addizione c'è questa salsa pronta all'uso, una comodità sfacciata: dopo tutta la procedura non straccia, non aggruma, resta setosa e vellutata, densa e fluida nello stesso tempo, adesiva e scorrevole nello stesso tempo, deliziosamente avvolgente e poderosamente concentrata. Ho usato le mezzemaniche Monograno® di Felicetti, un bel Pecorino Romano DOP crosta nera, e il pepe Sarawak "rubato" al Barroma. Insomma va imparata, suvvia.