Frammenti
Una Corona per il Pinot Nero: Rodel Pianezzi 2015

Una Corona per il Pinot Nero: Rodel Pianezzi 2015

Mario Pojer è davvero un instancabile artigiano dell'invenzione: cento ne pensa, e una ne fa. Al giorno, però.
Questa volta ha scelto una sua propria via per individuare una alternativa plausibile al sughero e ai conosciuti, temibili effetti delle sue muffe sull'economia delle aziende agricole. Si avvicina alla chiusura a corona e lo fa non con una vinella di vascello, ma con una delle sue corazzate: ha scelto lo spettacolare Pinot Nero Rodel Pianezzi, Anno Domini 2015, e lo ha imprigionato sotto il più operaio dei tappi ma solo in Magnum. Di certo una scelta imprevedibile: il Magnum infatti è per definizione la scelta degli appassionati se non addirittura degli innamorati, una nicchia sulla quale il fascino del romantico sughero è ancora assai presente.

Una provocazione, dunque? Sicuramente, ma con il classico fondo di concretezza del  baffuto vignaiuolo di Faedo, che crede nell'innovazione più che nella novità, e lavora a nastro per spostare avanti il traguardo, ogni giorno.

Ma com'è questo Pinot? Amerai il profumo garbato di fogli di giornale freschi di stampa, di lamponi, di giardini primaverili ombreggiati. Il sorso è teso e vitale, con un finale quasi elettrico. Un Pinot privo di genuflessioni Blauburgunderiane, imperioso all'attacco e e giovanile all'andare. I quattro anni di riposo sono condensati in una generale sensazione di freschezza quasi scalciante e assai avvolgente.

Per me è un si.