Frammenti

Le Tre Rane, l'Osteria di Ruffino

In prospettiva storica non è nemmeno così tanto il tempo che ci vide attorno ad un tavolo, il Francesco Sorelli ed io, per trovare il modo di dare viata qual compendio di Toscanità che era (ed è tutt'ora) "La Toscana di Ruffino". Per i mai dimenticati tipi de Il Cucchiaio d'Argento che nel cuor mi sta editammo il volumone, un paio di chili di ottima carta che portavano in giro per il mondo un certo amore (condiviso) per la pagina bella, un certo modo di raccontare le cose della tavola, un certo modo di dipingere la gastronomia. Tutto fu memorabile, dalla progettazione all'avvio stampa alle varie presentazioni alla stampa, dal Vinitaly al Mercato Centrale di Firenze. Poi la ristampa e l'attuale versione con una addizione a ricettario che impreziosisce ulteriormente il volume.

Per le cose della vita poi inciampo nella notizia dell'apertura dell'Osteria "Le Tre rane" a  Poggio Casciano, nei pressi di Bagno a Ripoli, dove la grande "Costellazione" Ruffino ha una delle sue sedi. Brillano le connessioni digitali, e nel breve volgere di qualche settimana eccoci a visitare la tenuta, fiore all'occhiello dell'ospitalità Made in Ruffino che vede in quel Francesco Sorelli che scriveva con garbo e puntiglio tutto toscano di Merende e Pranzi in Famiglia il deus ex machina. Osteria, Locanda, Cantina. Una villa rinascimentale affacciata su Firenze appartenente ai Folonari, veri inventori del "brand" Ruffino nel secolo scorso, in cui si producono anche alcune etichette particolari e di piccola tiratura

Lo charme della locanda è toscanissimo: garbatamente lussuoso, con quel sapore particolare che ti fa pensare ad un signore in pantaloni velluto a coste e gilè di cuoio con la doppietta sottobraccio che sbuchi da un momento all'altro tra velluti e broccati.

L'Osteria è fresca di vernice, uno spazio ampio e luminoso che con arredi e suppellettili vuole richiamare il moderato benessere della "casa del Fattore", figura chiave delle strutture rurali d'antan. Ma Sorelli non è uomo che lasci spazio al caso o all'improvvisazione, e devi prevedere dietro ogni scelta ci sia amorevole studio per le sfumature toscane. Le Tre Rane infatti è un nome che ricorda una favoleggiata esperienza gastronomica di Leonardo Da Vinci, che - come di sua natura non rinunziava a studiare alcunchè - pare avesse particolare interesse ad approfondire le caratteristiche nutritive dei cibi integrando l'ossessiva dieta carnivora dei tempi con lo studio dei vegetali in tavola.
Pare storicamente vero dunque che il Da Vinci aprisse anche una locanda assieme a niente meno che Botticelli, le Tre Rane appunto, dalle alterne vicende ma di scarsa fortuna in quanto proponeva cucina innovativa e moderata nelle porzioni. Anche in questo il Leonardo era in grande anticipo sui tempi...

La cucina dell'osteria è affidata ad un capitano di lungo corso, Stefano Frassineti, cultore del modo toscano di stare in cucina. Il menu è democraticamente autarchico, nel senso che palesa nelle intenzioni e nei fatti una visione toscanocentrica con legumi, erbaggi, paste fresche e carni di pregio.


L'ambiente, il panorama, la storia e l'atmosfera del luogo suggeriscono un tocco calm&relax adatto ad un pubblico trasversale, ma l'avventura è solo all'inizio e guarda con fiducia ad un futiuro prossimo ancora tutto da scrivere.